L'ultimo piano dedicato alla marineria, alla pesca e alla cantieristica locale è stato allestito con le collezioni private di due chioggiotti. Il periodo considerato in queste sale parte dal 1700 per arrivare fino ai giorni nostri con l'avvento del motore a scoppio installato sulle
imbarcazioni, anche se alcune metodologie usate per la costruzione delle barche sono certamente precedenti al '700.
Terminata la scala ci si imbatte subito nella sezione dedicata al legname e al suo taglio: da qui, spostandosi verso destra, vengono illustrate le costruzioni
delle barche da pesca e le asce usate, i vari tipi di sesti, il calafataggio, e viene evidenziato come fosse possibile la costruzione dello scafo senza alcun progetto. Soprattutto il bragozzo, la tipica imbarcazione clodiense, è analizzata in tutte le sue fasi di lavorazione in quello che era (e che ancora è a Chioggia) lo squero (il cantiere), del quale proprio nell'angolino ad est della sala si trova un diorama. Spostando di poco lo sguardo fuori dalla finestra si può vedere uno dei pochi squeri ancora in attività. Accanto all'altra imbarcazione veneziana, la tartana, si trova la poppa di un topo (barca per la pesca in laguna), i vari tipi di pialla usati nella costruzione ed un modello di trabaccolo. Entrando nella seconda sala ci si imbatte nella bragagna a due prue (altra imbarcazione da laguna, grazie al suo pescaggio estremamente minimo), ed una bragagna moderna. Sulle colonne sono affisse alcune forcole, mentre di seguito, oltre ad un topo, si trova la sezione dedicata alle reti: diorami illustrano come venivano costruite, i vari nodi usati, i calibri ed i tipi di galleggiante. Nella terza sala, sulle pareti divisorie, sono affissi altri quattro diorami dedicati, stavolta, ai vari tipi di pesca, da quella con la bragagna a quella a strascico sino a quella attuale con i pescherecci. Sulle pareti fronte ingresso, invece, vengono mostrati alcuni attrezzi da pesca, la corderia usata (con foto degli unici cordaioli ancora in attività a Chioggia che lavorano i fili di canapa a mano), mentre a destra si trova la sezione etnografica: le pipe di terracotta utilizzate dai pescatori nelle lunghe giornate in mare, i vestiti classici da pesca, gli zoccoli ed altre suppellettili tipiche dei bragozzi. La quarta sala è dedicata alle vele ed alla loro armatura. Di seguito, la sezione dedicata agli ex-voto dei pescatori e dei loro famigliari per grazie ricevute in mare. Infine, prima delle scale d'uscita, una mostra di Aristide Naccari, pittore chioggiotto di fine '800.
LA MOSTRA
La seconda zona di questa ala è dedicata alle mostre temporanee e attualmente ospita la famosa mostra 'Chioggia Città d'arte. Percorsi devozionali e scene di vita urbana nella collezione civica' che raccoglie tele di artisti locali del secolo scorso, ma anche opere anteriori dal XIX al XVII sec. comprese due tavole ed un affresco della fine del 1300 ed inizi 1400. Le opere pittoriche sono suddivise in tre sezioni: la vita urbana, la scena quotidiana e la vita religiosa.
ARCHIVIO STORICO
ituato al primo piano adiacente alla sala 'Cristoforo Sabbadino' L'Archivio Storico del Comune di Chioggia ha vissuto parecchie traversie nel corso dei secoli e cambiato numerose sedi: da Palazzo Municipale a Palazzo Grassi fino a giungere finalmente nel 1996 all'attuale sede di San Francesco fuori le mura. Il materiale documentario in esso contenuto è molto prezioso. La parte più antica risale al 1246, epoca dei primi Statuti Medievali Chioggiotti e dei Codici pergamenacei miniati; per giungere infine al materiale del secondo dopoguerra (1950).