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San Marco, il cuore di Venezia

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Se il Sestiere di San Marco è il cuore di Venezia, Piazza San Marco ne è certo il centro pulsante. Definita da molti 'il più bel salotto del mondo', questa piazza è da sempre il centro della vita veneziana, con i suoi celeberrimi caffè e l'atmosfera allietata dalla musica. Formata da un complesso artistico di edifici, i quali, anche se stilisticamente differenti, sono ormai divenuti un tema urbanisticamente unitario.

 

Palazzo Ducale
Monumentale accesso al Palazzo era la Porta della Carta, mirabile esempio di stile gotico fiorito che immette nel cortile interno, nel mezzo del quale si trovano due vere da pozzo in bronzo. Il cortile é cinto dai portici con loggiato superiore. Nel corpo di fabbrica del lato orientale si inserisce la Scala dei Giganti, così detta per le due enormi statue, opera del Sansovino, poste ai lati. La scala immette nel loggiato, ma per accedere ai piani superiori si sale la Scala d'Oro, così detta perché ornata da una fastosa decorazione di affreschi e stucchi dorati. Il Palazzo Ducale era la sede politica della Repubblica ed é ancora l'espressione più alta dell'arte veneziana. Era anche Residenza del Doge e sede delle principali magistrature dello Stato. Percorrendo gli ambienti, appare, tra pittura e scultura, il compendio della storia e della gloria della Repubblica di Venezia.

 

Il Museo Archeologico
Prospiciente il Palazzo Ducale, accoglie le celebri collezioni di Domenico Grimani e del nipote Giovanni. Si tratta di una pregevolissima raccolta di marmi originali greci e di una serie numismatica provenienti dal palazzo domenicale di Santa Maria Formosa. Uscendo dall'Ala Napoleonica, poco dopo la 'Bocca di Piazza', si trova la Chiesa di San Moisè, fondata nell'VIII secolo e ristrutturata nel X secolo da Mosè Venier che la volle dedicata al suo santo patronimico. Segue la Calle Larga XXII Marzo che veniva creata nel 1880 allargando la Calle San Moisè e alterando così il limitrofo tessuto urbano di edilizia minore. Attualmente tale strada costituisce un percorso, sino alla Bocca di Piazza prescelto dalle più importanti firme del settore orafo, pelletterie, e abbigliamento di livello nazionale e internazionale per esporre la loro produzione più recente e preziosa. Alla metà della Calle Larga XXII Marzo si entra, votando a destra in Campo San Fantin con la omonima Chiesa fonata nel IX secolo, ma poi ricostruita nel XVI secolo dallo Scarpagnino.

 

La Basilica di San Marco
Gioiello architettonico di stile veneto bizantino, sorge accanto al Palazzo Ducale. Aveva la funzione di Cappella palatina, ma anche mausoleo del santo patrono, le cui vicende sono narrate nelle decorazioni parietali dei mosaici d'oro.

La Piazza San Marco
A forma trapezoidale, é racchiusa nei due lati lunghi nella sequenza delle Procuratie, definite vecchie e nuove per la cronologia di costruzione degli edifici posti sulle arcate del porticato terreno.

La Torre dell'Orologio
Nel lato nord della Piazza si svolgono le Procuratie Vecchie, conservando ancora i caratteri rinascimentali. fa seguito l'Ala Napoleonica, edificata nel 1810 dall'architetto Giuseppe Soli, in luogo della demolita Chiesa di S.Geminiano, opera di Sansovino. Le Procuratie Nuove si innestano nel lato ovest della Piazzetta, con la libreria di San Marco, edificata su disegno di Jacopo Sansovino e voluta dalla Repubblica per conservarvi i codici donati dal Cardinal Bessarione alla Serenissima. La torre dell'Orologio immette alla Merceria, la via che dalla Piazza San Marco conduce al Campo di San Bartolomeo. Il nome di Merceria proviene dalle molte botteghe di merci che la fiancheggiano. Oggi é il punto di vendita più qualificato di prodotti commerciali, sia di produzione locale che internazionale.

Il Teatro La Fenice
Eretto nel 1790 su progetto del Selva, si trova di fronte alla Chiesa di San Fantin. Distrutto dalle fiamme nel 1836, risorgeva, come il mitico uccello, dopo poco più di u anno con la stessa configurazione opera del Meduna. Il Teatro rispecchiava lo spirito veneziano del tempo; andato perduto a causa di un incendio nel 1996, il teatro è stato riaperto nel dicembre del 2003, dov'era e com'era' .


Ritornando nella Calle Larga XXII Marzo e proseguendo si giunge in Campo di Santa Maria del Giglio o di Santa Maria Zobenigo, con l'omonima Chiesa. 'Zobenigo' trae il nome dalla famiglia Jubenigo che fece erigere la Chiesa nelsecolo X. L'interno è ad aula unica ornata con molti dipinti di artisti nel '600 e '700. Nella piccola sacrestia, oltre alle argenterie liturgiche, c'è anche un dipinto di Rubens.