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Le castagnole

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Introduzione: Venezia ha stampato il primo libro di gastronomia del mondo, De onesta voluptate et valetitudine,del Platina, qui ha aperto la prima 'bottega del caffè' dell'Occidente precedendo le altre capitali europee, da qui aveva suggerito l'uso della forchetta, fino allora sconosciuta, portata in 'dote' da Bisanzio dalla principessa Teodora Ducas, moglie del doge Domenico Silvio. Venezia è stata a lungo la patria delle spezie, dei vini passiti, dei pesci in saor o essiccati. Oltre al contributo nell'elevare il semplice cucinare a gastronomia che hanno certamente dato le raffinatezze a tavola dei dogi, non va dimenticata la cucina popolare che ha saputo proporre cose deliziose, molte delle quali sono tuttora rintracciabili. E visto che siamo in tempo di Carnevale, proponiamo una ricetta per un dolcetto notissimo: le castagnole.

Ingredienti: 300 gr di farina, mezzo cucchiaio di bicarbonato, 60 gr. di zucchero semolato e altrettanti di burro, 2 uova, mezza bustina di lievito, 1 bicchiere di rosolio o di grappa bianca, un pizzico di sale, la rapatura di un'arancia o di un limone non trattati, olio di semi, zucchero a velo q.b.

Preparazione: Aggiungere alla farina le uova, il sale, il burro sciolto, la grappa e il lievito appena diluito in acqua. Impastare il tutto a mano, arrotolare la pasta, ricavarne delle palline e schiacciarle appena, dando loro la forma di castagna. Coprirle e lasciarle lievitare per mezz'ora. Friggere in abbondante olio, scolare e lasciarle asciugare sulla carta assorbente, da cucina quindi spolverare con lo zucchero a velo. Si servono calde.