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Isola della Giudecca

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La Giudecca - la più grande tra le isole di Venezia e la più vicina al centro storico - deve il suo nome, secondo alcuni, all'antica presenza di una comunità ebraica, testimoniata dall'esistenza di due sinagoghe, ora distrutte, e dal ritrovamento, nella zona vicino alle Zitelle, di una pietra con iscrizioni in ebraico. Secondo altri, invece, il nome deriverebbe dal termine ‘zudegà', giudicato, che rimanda ad una sentenza emessa nel IX secolo con la quale furono concessi dei terreni ad alcune famiglie bandite da Venezia e richiamate poi dall'esilio. Il lato meridionale dell'isola rappresentava anticamente la zona verde della Giudecca, con orti e giardini in cui d'estate e d'autunno si rifugiava la nobiltà veneziana.
Di particolare interesse è la chiesa delle Zitelle, iniziata nel 1582 da Jacopo Bozzetto, su progetto del Palladio, e ultimata nel 1586. Il nome della chiesa e dell'annesso ospizio rimanda alla funzione degli edifici, che era quella di ospitare le ragazze povere di Venezia, dette appunto zitelle, per completare la loro educazione sino al raggiungimento dell'età da marito. Parte importante dei loro studi era la musica, come testimonia anche l'attenzione alla resa acustica degli edifici posta nella progettazione e nella costruzione interna. Di grande importanza anche la chiesa del Redentore costruita nel XVI sec. per celebrare la liberazione della città da una terribile pestilenza, è uno dei maggiori esempi di architettura sacra palladiana. L'interno, semplice ma imponente, è a croce latina. Vi si possono ammirare opere di Jacopo Tintoretto, A. Vivarini, Paolo Veronese. Affacciata sull'omonima fondamenta sorge Sant'Eufemia, antichissima chiesa di origine veneto bizantina (IX secolo ). Più volte rimaneggiata nei secoli, dell'originaria costruzione conserva colonne e capitelli e l'impianto basilicale.
Sull'isola della Giudecca sorge anche il Molino Stucky (in fase di ristrutturazione), interessante edificio di stile neogotico in cui, nel 1884 l'industriale Giovanni Stucky trasferì la sede del suo mulino.