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Madonna dell'Angelo - Storia

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I documenti storici purtroppo risalgono appena al XVIÌI secolo, prima devastazioni e incendi hanno distrutto il gran numero di deposizioni giurate e documentate che l'archivio conservava gelosamente, ma delle quali rimangono tracce negli ex voto tuttora conservati. Bastino alcuni dei fatti più salienti a narrare quanto la venerazione della Vergine dell'Angelo sia sempre stata fonte di grandi favori. Il primo, eclatante, è l'episodio accaduto il 31 dicembre 1727, di cui fa fede una targa in marmo affissa al portale d'ingresso al Santuario. Quel giorno una spaventosa burrasca sconvolse Caorle gettando nel panico tutta la popolazione. La comunità si rivolse alla Madonna, che ancora una volta stupì con un fatto miracoloso. Nessuno rimase vittima della furia del mare, ma non solo: nel Santuario, chiuso all'ingresso da un semplice cancelletto, non penetrò nemmeno una goccia d'acqua, nonostante l'edificio fosse stato sommerso sino alla metà del portale (e lo dimostravano le alghe rimaste impigliate sul cancello e sulla parete esterna). Del 1770 è invece un altro portentoso evento. Schiaffeggiato dai flutti impetuosi del mare, il 20 novembre di quell'anno il santuario sembrava ormai sul punto di crollare. Con l'approvazione del vescovo si decise di trasportare l'immagine della Vergine al sicuro nella cattedrale, per preservarla dall'imminente rovina. Il giorno seguente fu immensa l'emozione al vedere che non solo il Santuario non era affatto crollato, ma che durante la notte la statua della Madonna dell'Angelo, da sola, era ritornata sul suo trono, all'interno del tempio cadente.

Ancora il 2 giugno 1848 vari documenti narrano che, durante la Prima guerra d'Indipendenza, erano di stanza a Caorle numerose truppe imperiali austriache. Le postazioni dei soldati e un piccolo forte erano stati dislocati accanto al tempio mariano. Dal mare bombardava la flotta piemontese, mirando sui punti di riferimento più visibili, il Santuario e il campanile, ma come ad attestare la presenza di una forza invisibile che li respingeva, i proiettili sabaudi rimbalzavano, cadendo in mare. Un mare che all'inizio di quel giorno, da calmo che era d'improvviso si fece procelloso, scongiurando la prosecuzione della battaglia e il pericolo per il Santuario. Non ultimo in ordine di tempo, tra innumerevoli grazie e favori elargiti dalla Vergine e confermati da ex-voto, il prodigio accaduto il venerdì dopo Pasqua del 1946. Da pochi giorni era iniziata la campagna di bonifica lungo la costa, quando una mina si staccò dal fondale, dirigendosi verso la diga foranea. Importante la testimonianza del comandante del gruppo sminatori: quell'ordigno aveva una carica tale, dichiarò, che se fosse esploso battendo sugli scogli avrebbe causato danni devastanti a tutta la città storica. Nel pomeriggio, con la mina che si avvicinava, si alzò dal mare un vento di burrasca inusuale in quella stagione, che davvero fece temere imminente l'impatto. Gli sminatori tentarono di far brillare l'ordigno colpendolo dalla riva con una mitraglietta, ma non ottennero risultato. Verso il tramonto, con l'alta marea e il mare in tempesta, la popolazione si apprestò a una lunga notte di veglia, mentre artificieri, scout e tanti cittadini seguivano dalla diga lo spostamento della mina tra i marosi. Ed ecco, ai primi bagliori del giorno, il prodigio: la grande mina, illesa, stava adagiata sulla massicciata, oltre la scogliera. Al tramonto della domenica 'Ottava di Pasqua' fu fatta brillare sull'arenile, ad assistere erano tutti i caprulensi che si fermarono nel Santuario per cantare alla Madonna dell'Angelo il loro ringraziamento.

Nel settembre 1944, a scongiurare la fine della Seconda Guerra Mondiale, Caorle tutta portò la statua della Madonna in processione per le vie del centro e sino alle frazioni vicine, e ancora legata all'ultimo tragico conflitto mondiale, e al voto pronunciato in quell'occasione, è 'una delle più belle e toccanti celebrazioni mariane del Patriarcato', come la definì nel 1954 il neo Patriarca Angelo Roncali!: la processione in mare, con la statua della Vergine posta al centro di una suggestiva imbarcazione. La comunità proclamò il voto di onorare la Madonna invocando la sua protezione, e nel 1949, dopo la fine dei restauri al Santuario, si organizzò la prima processione per mare dei tempi moderni. Una manifestazione di gratitudine che nel 1965 si volle fare più frequente. Da allora, ogni cinque anni, la Madonna viene portata in processione su una barca, per mare, con tutti i pescatori sulle loro imbarcazioni al seguito. E l'incontro tra la Madre e i suoi figli nei luoghi del lavoro e della fatica, della sofferenza, ma anche delle piccole e grandi gioie della vita, dà l'idea di una grazia invisibile, che pervade il quotidiano.