• foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto

Benvenuto!

 
 
 

Vedi tutti gli eventi di oggi

 
 

Storia

Facebook

 

I segni delle epoche

 

Situata tra Piave e Livenza, sul basso corso del Piavon, in una zona talora sotto il livello del mare e anticamente paludosa, era abitata in epoca romana -come attestano i numerosi reperti (anfore, suppellettili) venuti alla luce in tutto il territorio comunale, nonché il ponte di Riva Zancana, sull'antica via Annia (131 a.C.)-, ma forse anche precedentemente.
L'esistenza di un fitto bosco di querce (Selva Cerbonica), che ricopriva tutto il territorio e in cui i Dogi si recavano a caccia di cervi e cinghiali (sec.XI-XIV), è oggi testimoniata solo da una piccola zona boschiva in comune di Cessalto, oltre che da alcuni toponimi (Salezzo, Noghera).

Il centro, per il quale il nome Ceya, di incerte origini etimolgiche, compare per la prima volta in un documento del 1237, era un tempo legato al traffico fluviale tra Oderzo e il mare lungo il Piavon, anticamente importante ramo del Piave, che i Da Camino prima e i Veneziani poi, cercarono sempre di mantenere navigabile, deviando altri corsi d'acqua o riscavandone il letto (1447).
Nel sec. XII, venne istituito un posto di dogana (palada da parte del comune di Treviso da cui Ceggia allora dipendeva, sia pur solo nominalmente perché di fatto il governo spettava ai Da Camino, che da Cessalto controllavano il territorio circostante.
Passata nel Quattrocento sotto il dominio di Venezia, fu inclusa nella podesteria di Motta di Livenza.

 

Il progressivo disboscamento attuato dalla Repubblica ed il conseguente sviluppo agricolo favorirono l'insediamento urbano, nel 1474 esisteva una piccola chiesa dedicata a San Vitale, cappella della pieve di Chiarano.
Nel 1513 la pieve - e con essa Ceggia, che nel 1506 era detta parrocchia - fu affidata ai canonici agostiniani della Congregazione di San Salvador di Venezia. Questi, l'anno successivo, la cedettero ai frati agostinini di Sant'Antonio di Castello, che vi rimasero sino al 1773 quando la congregazione fu soppressa dalla Repubblica e Chiarano con le sue filiali ritornò alle dirette dipendenze del vescovo di Ceneda (oggi Vittorio Veneto), mentre i beni divennero di proprietà demaniale e ceduti in juspatronato alla famiglia Zen.
Divenuta Comune nel 1806, Ceggia fu aggregata al Dipartimenti di Treviso, per passare l'anno successivo a quello di San Donà di Piave.
Invasa dagli austriaci dopo la rotta di Caporetto (autunno 1917), fu colpita dalle artiglierie italiane.

Ceggia conoscerà da allora momenti difficili, connessi alla crisi della piccola proprietà, all'emigrazione, al diffondersi di malattie legate alla miseria che affliggeva un tempo le sue campagne ma, sostanzialmente, era avviata ad un costante graduale sviluppo che l'ha portata ad essere oggi un piccolo ma attivo centro agricolo ed industriale.