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La fauna ittica alla foce del Piave

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L'incontro delle acque del Piave con quelle del mare Adriatico determina un'ampio e ricco ambito di acque salmastre, a temperatura relativamente bassa ed in perenne movimento.
Anche se la portata media del Fiume ha subito nel secolo attuale una sensibile contrazione (effetto degli sbarramenti realizzati nel bacino oroidrografico), il fenomeno alterno di penetrazione in mare degli apporti di piena e di riflusso lungo il fiume delle acque di marea conserva una notevole vivacità.
Tutto questo favorisce, ovviamente, la ricchezza biologica delle acque di foce, così come riscontrato in altre, analoghe situazioni. L'alternarsi di condizioni ecologiche favorevoli alle specie ittiche d'acqua dolce, ad altre idonee ai pesci lagunari o marini, determina infatti la coesistenza di una comunità ittica particolarmente ricca e composita.

Gli elementi di spicco della stessa appartengono anche in questo caso alle specie che si adattano a tassi di salinità diversi (specie eurialine) ma non mancano i pesci propriamente marini e tra questi, in particolare, l'aguglia (Belone belone), l'ombrina (Umbrina cirrosa), la mormora (Pagellus mormyrus), l'acciuga (Engraulis enchrasicholus), la triglia (Triglia hirundo) e numerose altre.

 

Il testo e le foto riportate su questa pagina sono liberamente estratte, per gentile concessione dell'editore, dal libro 'Escursioni LAGUNA NORD VENEZIA' , scritto da Michele Zanetti, della serie Itinerari Fuoriporta pubblicato dalla Casa Editrice CIERRE Edizioni, Via Ciro Ferrari 5, 37060 - Caselle di Sommacampagna (VR)
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