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I pesci e la pesca nel Basso Sile

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L'ambiente acquatico del Basso Sile presenta caratteri fisici, chimici e biologici difformi da quello del corso fluviale superiore. La notevole immissione di acque scolanti dalle limitrofe superfici agrarie, unitamente alle infiltrazioni di acque salate di marea, determina infatti una maggiore quantità di materiali in soluzione ed in sospensione, nonché localizzate e temporanee situazioni di moderata salinità.

Ne consegue pertanto che il biotopo fluviale si trasforma: da ambiente elettivo per i salmonidi (trote, temolo, ecc.) ad ambiente idoneo ai ciprinidi (tinca, carpa, triotto, scardola, ecc.), mentre il tratto di foce appare colonizzato dalle specie ittiche eurialine che dividono la propria esistenza tra mare, laguna ed acque dolci.
Nel Basso Sile-Piave Vecchia si rinvengono dunque specie quali la tinca (Tinca tinca), la scardola (Scardinius erythrophthalmus), il triotto (Rutilus rubilio), il cavedano (Leuciscus cephalus) e, meno frequente, il luccio (Esox lucius).

Non mancano tuttavia, nel medesimo tratto fluviale, l'anguilla (Anguilla anguilla) ed il cefalo (Mugil cephalus); queste ultime, in particolare, risalgono la corrente in grossi branchi, seguendo le acque montanti di marea che si insinuano radenti il fondo.
Nel tratto di foce sono invece frequenti il latterino (Atherina boyen), la cheppia (Alosa fallax) e la passera di mare (Pleuronectes flesus), tutte legate alle acque salmastre, mentre lo spinarello (Gasterosteus aculeatus) transita nel medesimo tratto in primavera ed in autunno durante i propri spostamenti tra ambiente marino ed acque dolci.
Tanta ricchezza di fauna ittica ha ovviamente incoraggiato, da epoche immemorabili, una intensa attività di pesca, amatoriale e professionale. Quest'ultima, in particolare, veniva attivamente praticata sino ad anni recenti, mentre attualmente occupa un ristretto numero di pescatori, ciascuno concessionario di un preciso tratto fluviale.
La pesca viene esercitata mediante reti fisse chiamate cogoi o bartoèi calate in sequenza sul fondo e legate ad un paletto sporgente dall'acqua. Con frequenza variabile a seconda delle stagioni e dei movimenti idraulici i pescatori passano quindi a prelevare il contenuto delle reti sommerse e provvedono, spesso, alla vendita diretta del pescato.


COSA SIGNIFICA ?

cogolo (pl. cogòi): è una rete cilindrica sostenuta da cerchietti di vimini e con fondo conico; alcuni diaframmi ad imbuto collocati all'interno impediscono la fuoriuscita del pesce intrappolato. Viene posizionato su bassi fondali

bartoèl (pl. bartoèi): è un altro modo di chiamare il 'cogòlo'

 

Il testo e le foto riportate su questa pagina sono liberamente estratti, per gentile concessione dell'editore, dal libro 'Escursioni LAGUNA NORD VENEZIA' , scritto da Michele Zanetti, della serie Itinerari Fuoriporta pubblicato dalla Casa Editrice CIERRE Edizioni, Via Ciro Ferrari 5, 37060 - Caselle di Sommacampagna (VR)
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